

Per Pasta Fortuna abbiamo sviluppato un’identità visiva che racconta la cultura popolare della Basilicata e del Sud Italia. Il progetto traduce un patrimonio di rituali, simboli e superstizioni in un linguaggio grafico contemporaneo, mettendo in equilibrio il calore delle tradizioni familiari con un approccio più giocoso e attuale.


Il nome nasce dall’incontro tra il prodotto e uno degli immaginari più profondamente radicati nella cultura del Sud Italia: la scaramanzia. Pasta Fortuna è un nome immediato, popolare e positivo, capace di racchiudere in due parole l’identità del progetto, il suo legame con il territorio e quell’universo di gesti, simboli e rituali da cui prende forma l’intero linguaggio visivo. Partendo dal nome abbiamo esplorato gesti, oggetti e rituali tradizionalmente legati alla fortuna: amuleti e simboli quotidiani tramandati attraverso le generazioni. Il gallo, la chiave e la scala sono diventati gli elementi centrali dell’identità, costruendo un sistema di segni riconoscibile e coerente.

Abbiamo tradotto questi simboli in una serie di illustrazioni piatte e gestuali, riducendoli alle loro forme più essenziali. Il gallo prende ispirazione dal Cucù di Matera, tradizionale fischietto in terracotta associato al sole e al buon auspicio. La chiave diventa un simbolo di protezione, mentre la scala gioca sull’ambiguità tra fortuna e sfortuna. Le forme risultanti si muovono tra icona popolare e segno grafico contemporaneo, creando un linguaggio capace di vivere su tutto il packaging.



Il linguaggio visivo evita volutamente una rappresentazione nostalgica della cultura del Sud. Colori decisi, forme semplici e un tratto quasi materico danno al packaging un carattere contemporaneo e giocoso.
Ritratto Anna Maria Coluzzi: Claudia Bartoli
Foto: Antonio Alaimo